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Benvenuti nel nostro sito web - Wine Taster

Semplici racconti di vino, di degustazioni tra amici, di viaggi enoici, di visite in cantine, di persone, di territori, di filosofie e metodi di produzione, di confronti. Una semplice condivisione di esperienze, senza pretesa alcuna. Questo è.

L' Albana di Leone Conti

Personaggio eclettico, anticonformista, fuori dalle righe, sperimentatore istrionico e allo stesso tempo passionale ed istintivo. Un uomo schietto, diretto a cui non piace la diplomazia, alla strenua difesa dei propri princìpi, le proprie idee e convinzioni. Questo è Leone Conti. E per tali motivi in passato, ed anche in quello recentissimo, si è spesso trovato in disaccordo con diversi suoi colleghi produttori, con giornalisti, con degustatori, con enti, consorzi o commissioni di approvazione DOC. Ma Leone è anche passione, generosità, creatività, testardo ma anche saggio abbastanza per capire negli ultimi anni, di porre un freno alla sua irruenza a volte eccessiva e di ascoltare chi lo circonda.

Nella splendida cornice della collina di Oriolo dei Fichi, una sorta di cartolina animata delle vallate romagnole fino al Mar adriatico, presso il Ristorante San Biagio Vecchio, Leone si racconta, in collaborazione con Ais Alta Romagna che gli dedica l'intera serata. Comicia la sua attività di produttore di Albana nel 1987, stesso anno in cui il vitigno fu riconosciuto DOCG ( primo vino bianco in Italia ), ma la cantina ha origini risalenti al primo dopoguerra quando i vigneti erano localizzati sia a Bertinoro che a Faenza ed erano gestiti dalla zia Antonietta che da subito aveva manifestato un forte interesse verso l'Albana e già erano sorti i primi confronti e ragionamenti su quale clone utilizzare tra l'Albana di Bertinoro e quello di Faenza. Poi col tempo, si è deciso di concentrare la produzione e la vinificazione a Faenza dove erano maggiori gli ettari vitati. 

Oggi quindi l'azienda ha sede a Santa Lucia di Faenza, nella sottozona Oriolo, e si estende per circa 23 ettari di vigneto, dove produce una miriade di etichette, di diverse tipologie, secco, amabile, spumanti e passiti, provenienti da uve di Albana, Sangiovese, Centesimino, Trebbiano, Famoso, piccole particelle di Merlot e Syrah e da alcuni vitigni più unici che rari come l'Uva Ruggine e Termarina. Ma la regina della serata è l'Albana e il suo percorso storico.

Gli ettari vitati di Albana sono circa 5. Fin dal suo ingresso in azienda, Leone ha puntato forte su questo vitigno, sperimentando per sua stessa ammissione, senza cognizioni agronomiche o scientifiche, per un proprio desiderio personale di creare un vino che piacesse a lui stesso. Nel suo immaginario, Leone desiderava ricreare a Oriolo, un vino di tipo alsaziano, tipologia di cui è sempre stato appassionato. La sua Albana base era certamente concepita in versione secca e durante i primi periodi della sua carriera enologica, si è spesso scontrato su più fronti contro coloro che sostenevano all'epoca la promozione e lo sviluppo della tipologia passito. Ai quei tempi, negli anni '90, Leone si batteva anche contro l'affievolirsi dell'interesse dell'Albana che perdeva sempre più terreno a favore invece del Sangiovese.

Forte di questa sua concezione, nasceva il Vigna Pozzo, poi chiamato Podere Pozzo in quanto il termine 'vigna', racconta Leone, doveva essere utilizzato esclusivamente su quei vini la cui provenienza, origine e vinificazione fossero verificabili e riconducibili a quella vigna stessa menzionata. E per tale motivo la menzione 'vigna' fu tolta dall'etichetta, come fecero molte altre aziende romagnole che utilizzavano tale dicitura. La prima annata fu la 1987 in cui il Vigna Pozzo veniva anche affinato in barrique nuove e dove le note tostate e vanigliate erano estremamente invasive. Leone ricorda che all'epoca riteneva di aver raggiunto un livello qualitativo molto alto, ma riconobbe poi che i riconoscimenti ( o meglio i mancati riconoscimenti ) non suffragarono le sue convinzioni. Ed una sorta di gelosia lo pervase verso i vini dei colleghi produttori i quali invece ottenevano successi riconosciuti. All'epoca Leone si avvaleva della collaborazione dell'enologo Sergio Ragazzini che lo accompagnò nel suo percorso fino al 1999. La fine della collaborazione con Ragazzini, in maniera molto amichevole, fu dettata dalla convinzione di dover fare una scelta diversa. Fino ad allora, Leone era convinto che il vino si producesse prevalentemente in cantina, tralasciando invece il valore della vigna e del territorio. Onestamente, prosegue Leone, non aveva mai voluto approfondire le conoscenze agronomiche personali, ma si limitava a dare impulsi ed idee, con l'aiuto di figure professionali. 

Ne consegue che Leone va alla ricerca di una personalità con spiccate esperienze e conoscenze agronomiche ed incontra Giancarlo Soverchia nel 2000 ed inizia una lunga collaborazione ancor oggi in essere. Ne risulta un approccio enologico completamente diverso con forme maniacali di selezioni in vigna a cui Leone non era assolutamente avvezzo e verso le quali nutriva scetticismo prima di allora. Da questa filosofia, nacquero i 'Progetti', la nuova Albana aziendale. I primi prodotti chiamati appunto Progetto 1 e Progetto 2 ebbero vita nel 2000, in versiona amabile. Il risultato commerciale fu un mezzo disastro. Le vendite della nuova Albana furono dimezzate rispetto al precedente Podere Pozzo, e la nuova tipologia amabile scarsamente apprezzata dai consumatori. Tipologia che fu subito rivisitata e riportata a versione secca per il Progetto 1, mentre il Progetto 2 ( che a differenza del Progetto 1, prevede un passaggio in legno ) manteneva un certo residuo zuccherino. E i risultati commerciali tornarono positivi.

Nasce poi dopo poco, una nuova versione, il Progetto 3, che Leone battezza come "frutto di riconoscimento da parte dell'azienda di valori introdotti da altri, quindi apprezzamenti di vini non fatti da noi". Il riferimento è alla particolare vinificazione che prevede una lunga macerazione sulle bucce, e il successo di questa tipologia da parte di colleghi viticoltori. Col Progetto 3 nasce anche una diatriba con la commissione che certifica le DOCG la quale ritiene l'annata 2011  non idonea e non conforme al disciplinare, costringendolo ad uscire sul mercato come IGT. In maniera provocatoria, Leone applica una retroetichetta con scritto "Non mi rompete" a testimoniare il suo dissenso. Esce poi come Docg nel 2012, con retroetichetta ancora una volta sarcastica, chiamata 'Heroes'.

Nel 2013, il nipote Gianfrancesco Conti entra in società con Leone, a testimonianza della mutata visione enologica e di una più saggia e matura consapevolezza che ne hanno plasmato ed arrotondato le irruenze 'giovanili'. Parte in quell'anno una nuova filosofia e concezione, il cui percorso permetterà all' azienda Leone Conti di essere ufficialmente certificata biologica già dalla prossima vendemmia 2017 e confermando il proprio mutato convincimento che il vino si fa in vigna.

I vini degustati nella serata ( in ordine di servizio ):

Prima della cena

Vigna Pozzo 1994

Vigna Pozzo 1997

Progetto 1 2000

Progetto 2 2000

Progetto 2 2002

Progetto 1 2006

Progetto 1 2013

Progetto 3 2011

Progetto 3 2012

Progetto ? 2016 campione di anfora

Durante la cena

Spumante metodo classico  2015 ( Sangiovese vinificato in bianco, piccola aggiunta centesimino nel liquer d'expedition )

Non ti scordar di me 2000 magnum

 

Senza approfondire le singole degustazioni, a livello personale ho particolarmente apprezzato il Vigna Pozzo 1997 ancora fresco, pulito, lievissime note ossidative ad accrescerne la complessità, noci, nocciole, datteri e scia finale sapida e leggermente balsamica; Progetto 2 anno 2000 amabile, chiara e netta la frazione botritizzata perfettamente integrata in un corpo opulento, morbido, evidente tenore alcolico, moderata freschezza, con nette scorze di arancia e ritorni di susina, con piacevole chiusura vegetale di fieno, il più alsaziano; Progetto 2 anno 2002, a dispetto dell'annata poco favorevole, a mio parere il migliore della batteria, delicato ed elegante, muffa nobile di altissima qualità, in un corpo più snello dei predecessori, ancora freschissimo e citrino, albicocca matura e sbuffi di arancia amara, estremante lungo ed armonico. Meno convincente e performante della serata, il Progetto 1 anno 2006, con aromi compressi al naso dove risultano piuttosto neutri, confermati dalla bocca un pò anonima e decisamente restìo a concedersi.

 

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NAPA VALLEY VINTNERS

Lo scorso 23 gennaio ho avuto la possibilità di fare diverse degustazioni, tra cui una carrellata tra i vini prodotti dai produttori della Napa Valley Vintners a San Francisco. Di seguito i vini degustati e relativo punteggio basato su esclusivo parere personale.

 

2014 Antica Napa Valley - Antinori Family Wine Estate Sangiovese, Atlas Peak - Punti 80

2013 Antica Napa Valley - Antnori Family Wine Estate Cabernet Sauvignon Townsend, Atlas Peak - Punti 78

2014 Ceja VIneyards Chardonnay, Los Carneros - Punti 83

2012 Ceja Vineyards Pinot Noir, Los Carneros - Punti 80

2009 Ceja Vineyards Late Harvest/ Dessert 'Dolce Beso', Los Carneros - punti 82

2013 Davies Vineyards Cabernet Sauvignon J.Davies Estate, Diamond Mountain District - Punti 85

2012 Davies Vineyards Cabernet Sauvignon Jamie, Diamond Mountain District - Punti 86

2013 Gallica Cabernet Sauvignon, Oakville - Punti 80

2014 Gallica Petite SIrah, St.Helena - Punti 81

2015 Gibbs Napa Valley Sauvignon Blanc, St.Helena - Punti 81

2013 Gibbs Napa Valley Cabernet Franc, St.Helena - Punti 82

2010 Gibbs Napa Valley Cabernet Sauvignon Obsidian Block, St.Helena - Punti 85

2014 Gibbs Napa Valley Cabernet Sauvignon Three Clones, Napa Valley - Punti 80

2012 Handwritten Wines Cabernet Sauvignon, Oak Knoll District of Napa Valley - Punti 86

2012 Handwritten Wines Cabernet Sauvignon, Coombsville - Punti 90

2012 Handwritten Wines Cabernet Sauvignon, Stags Leap District - Punti 88

2014 Jamieson Ranch Vineyard Cabernet Sauvignon Double Lariat, Napa Valley - Punti 82

2014 Jamieson Ranch Vineyard Cabernet Sauvignon Stagecoach Vineyards, Atlas Peak - Punti 84

2014 Long Meadow Ranch Sauvignon Blanc Estate, Rutheford - Punti 85

2013 Long Meadow Ranch Cabernet Sauvignon, Napa Valley - Punti 86

2013 Long Meadow Ranch Cabernet Sauvignon Estate, Rutheford - Punti 88

2013 Long Meadow Ranch Cabernet Sauvignon E.J.Church Reserve, Napa Valley - Punti 90

2015 Luna Vineyard Pinot Grigio Estate, Napa Valley - Punti 81

2014 Luna Vineyard Chardonnay Appellation Series, Napa Valley - Punti 82

2014 Luna Vineyard Sangiovese Classico, Napa Valley - Punti 81

2014 Luna Vineyard Cabernet Sauvignon, Howell Mountain - Punti 80

2014 Robert Biale Vineyards Zinfandel Aldo's Vineyard, Oak Knoll District of Napa Valley - Punti 80

2015 Robert Biale Vineyards Zinfandel R.W.Moore, Coombsville - Punti 81

2013 Rocca Family Vineyards Merlot Grigsby Vineyard, Yountville - Punti 84 

2013 Rocca Family Vineyards Syrah Grigsby Vineyard, Yountville - Punti 84 

2013 Rocca Family Vineyards Cabernet Sauvignon Grigsby Vineyard, Yountville - Punti 82

2007 Schramsberg Vineyards J.Schram, Napa Valley - Punti 83

2009 Stony Hill Vineyard Chardonnay, Spring Mountain District - Punti 82

2012 Stony Hill Vineyard Cabernet Sauvignon, Soring Mountain Vineyard - Punti 84

2015 Taplin Cellars Cabernet Franc Melinda's, Napa Valley - Punti 83

2013 Taplin Cellars Cabernet Sauvignon Taplin, St.Helena - Punti 83

2013 Taplin Cellars Cabernet Sauvignon Terra 9 , St.Helena - Punti 82

2013 Thomas-Hsi Vineyards Cabernet Sauvignon, Mount Veeder - Punti 81

2013 Thomas-Hsi Vineyards Red Blend THV Red, Mount Veeder - Punti 80

 

In definitiva, gli assaggi più convincenti sono risultati quelli di HANDWRITTEN WINES e di LONG MEADOW RANCH

 

 

 

THE ANNUAL BORDEAUX TASTING - 2012 VINTAGE

Haut-Médoc

1.Chateau BELGRAVE - punti 81

2.Chateau CANTEMERLE - punti 81

Saint-Estèphe

3.Chateau CALON-SEGUR - punti 85

4.Chateau COS D'ESTOURNEL - punti 86

5.Chateau COS LABORY - punti 82

6.Chateau LAFON-ROCHET - punti 83

6a.Chateau MONTROSE - punti 85

Pauillac

7.Chateau BATAILLEY - punti 80

8.Chateau CROIZET-BAGES - punti 83

9.Chateau LYNCH-BAGES - punti 87

10.Chateau LYNCH-MOUSSAS - pumti 86

11.Chateau PEDESCLAUX - punti 82

12.Chateau PICHON BARON - punti 84

13.Chateau PICHON-LONGUEVILLE COMTESSE DE LALANDE - punti 87

14.Chateau PONTET-CANET - punti 84

Saint-Julien

15.Chateau BEYCHEVELLE - punti 87

16.missing

17.Chateau LAGRANGE - punti 88

18.Chateau LANGOA-BARTON - punti 83

19.Chateau LEOVILLE-BARTON - punti 85

20.Chateau LEOVILLE-LAS-CASES - punti 88

21.Chateau LEOVILLE-POYFERRE - punti 89

22. missing

23.Chateau TALBOT - punti 80

Margaux

24.Chateau BOYD-CANTENAC - punti 89

25.Chateau BRANE-CANTENAC - punti 89

26.Chateau D'ISSAN - punti 82

27.Chateau DU TERTRE - punti 83

28.Chateau DURFORT VIVENS - punti 84

29.Chateau GISCOURS - punti 83

30.Chateau LASCOMBES - punti 80

31.Chateau MARQUIS DE TERME - punti 82

32.Chateau POUGET - punti 84

33.Chateau PRIEURE-LICHINE - pumti 81

34.Chateau RAUZAN-GASSIES - punti 82

35.Chateau RAUZAN-SEGLA - punti 86

Pessac-Léognan

36.Chateau BOUSCAUT - punti 86

37.Chateau OLIVIER - punti 85

38.Chateau SMITH-HAUT-LAFITE - punti 84

39.Domaine de CHEVALIER - punti 83

Pomerol

40.Chateau CLINET - punti 88

41.Chateau LA FLEUR-PETRUS - punti 84

42.Chateau NENIN - punti 83

43.Chateau PETIT VILLAGE - punti 88

44.Chateau TROTANOY - punti 90

Saint-Emilion

45.Chateau ANGELUS - punti 93

46.Chateau BALESTARD LA TONNELLE - punti 82

47.Chateau BELAIR-MONANGE - punti 83

48.Chateau CAP DE MOURLIN - punti 84

49.Chateau CHEVAL BLANC - punti 90

49a.Chateau DASSAULT - punti 86

50.Chateau FAURIE DE SOUCHARD - punti 85

51.Chateau FOMBRAUGE - punti 89

52.Chateau GRAND CORBIN - punti 85

53.Chateau LA COUSPAUDE - punti 82

54.Chateau LAROZE - punti 81

55.Chateau PETIT FAURIE DE SOUTARD - punti 87

56.Chateau TROTTE VIEILLE - punti 84

Barsac

57.Chateau CLIMENS - punti 81

58.Chateau COUTET - punti 82

59.Chateau DE MYRAT - punti 83

60.Chateau DOISY-DAENE - punti 82

61.Chateau DOISY-VEDRINES - punti 82

Sauternes

62.Chateau DE MALLE - punti 79

63.Chateau FILHOT - punti 84

64.Chateau LA TOUR BLANCHE - punti 82

65.Chateau LAMOTHE - punti 81

66.ChateauSIGALAS-RABAUD - punti 81

67.Clos HAUT PEYRAGUEY - punti 82

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

NAPA VALLEY - BORDEAUX - BORGOGNA

Lo scorso gennaio ho avuto la fortuna di degustare grandissimi vini da 3 territori differenti e di cui vorrei riportarne alcuni pensieri.

 

La prima degustazione riguarda la Napa Valley e nello specifico i produttori membri della Napa Valley Vintners.

Generalmente NAPA VALLEY è sinonimo di vini di qualità in USA e nel mondo, sebbene la produzione di uva si assesti circa a solo il 4% del totale prodotto in California. La tradizione vitivinicola risale ad oltre 150 anni fa e le prime uve furono piantate nel 1838-1839 mentre la prima azienda viticola commerciale fu fondata nel 1861. La combinazione di suoli diversi, climi ideali, altitudini ed esposizioni differenziate, rendono questa regione perfettamente vocata alla produzione di un'ampia varietà di consistenti vini di altissima qualità. Circa la metà delle diverse tipologie di suoli nel mondo, può essere trovata in Napa Valley ed il clima è considerato simile a quello Mediterraneo.

L'Agricultural Preserve, fondata nel 1968, protegge oggi circa 32.000 acri dell'intera valle. Quasi il 90% della contea di Napa è sotto permanente protezione e controllo da ulteriori insediamenti. Oltre un terzo della superficie vitata in Napa Valley è certificata Napa Green Land e vengono prodotti 4,5 milioni di casse ( da 12 bottiglie ) di vino all'anno dalle cantine certificate. I produttori della Napa Valley ( Napa Valley Vintners ) hanno stabilito un obiettivo da raggiungere entro la fine del 2020 e consiste nel riconoscimento del 100% dei loro membri nel programma Napa Green.

 

Qualche giorno dopo, ho partecipato ad un'illuminante degustazione organizzata dall' Institute of Masters of Wine, chiamata The Annual Bordeaux Tasting, 2012 Vintage, sempre a San Francisco dove i maggiori Chateaux sia della riva sinistra che destra, inclusi i territori di Barsac e Sauternes, hanno presentato i loro prodotti dell'annata '12. Questa annata si è decisamente rivelata molto complicata, soprattutto per i produttori della riva sinistra, a causa dell'andamento climatico assai sfavorevole che ha ritardato la maturazione del Cabernet Sauvignon ancora decisamente immaturo a fine settembre e compromettendone la qualità. Dopo un inverno secco, Aprile ha registrato uno dei mesi più umidi in assoluto, seguiti invece da temperature sopra la media in Maggio. Poi di nuovo pioggia e freddo a giugno che ne ha ritardato la fioritura. Particolare attenzione si è dovuto quindi porre sul rischio oidio e peronospera. Luglio ha continuato con basse temperature fino a fine mese dove finalmente è esplosa l'estate con sei settimane calde e secche. Il bel tempo è continuato per le prime tre settimane di Settembre e la maggior parte dei vini bianchi secchi sono stati vendemmiati in condizioni eccellenti, mentre il Merlot ha terminato di maturare verso la fine del mese quando sfortunatamente sono ricominciate le piogge, diluendo il succo d'uva. Peggior fortuna hanno avuto i Cabernet Sauvignon, che maturano più tardi, dove il problema della diluizione e marciume sono stati evitati solo nei terreni estremamente drenanti. Alcuni Chateau in Sauternes e Barsac hanno deciso di non uscire con vini col nome dello chateau in etichetta, come Chateau d'Yquem, Suduiraut e Rieussec. In Medoc, la maturazione del cabernet quindi è risultata assai problematica e molti chateaux hanno optato per una minor estrazione fenolica, un più gentile approccio nella vinificazione, minor macerazione, puntando sul frutto e alla ricerca di eleganza e bevibilità. A sinistra, le mie valutazioni personali.

 

 

  • 15/12/2017
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